lunedì 9 gennaio 2017

It's calm under the waves, in the blue of my oblivion

E' con un pizzico di eccitazione e uno strano fremito nel cuore che scrivo questo post. Non so perchè ma ho iniziato a ripensare a quando iniziai ad avere un blog o meglio, un diario, visto che all'epoca non esistevano neanche ancora i blog. Prima avevo un Open Diary e dopo un annetto sono passata al Live Journal. Erano entrambi siti americani e io scrivevo ovviamente in inglese. Praticamente all'epoca (avevo circa 19/20 anni, quindi aihmè si parla di minimo 15 anni fa) interagivo su internet solo con persone americane o comunque straniere. Mi ricordo quando mi imbattei in quello strano universo. Mi sembrava una cosa meravigliosa quella di poter sbirciare nelle vite di così tante persone nel mondo, leggere nei loro cuori, conoscere i loro drammi e le loro gioie, perdermi nelle loro parole. Scambiavo lettere (quelle vere, non email) con ragazze da tutto il mondo conosciute proprio così. Ovviamente c'era anche chi scriveva cose volgari o cose assurde ma erano delle eccezioni. Più tardi ho creato un mio sito in cui avevo inserito le mie poesie e i miei testi (sempre in inglese) e poi sono passata ad avere un diario in italiano su Splinder, piattaforma che purtroppo non esiste più. Sarò nostalgica, sarà che è appena iniziato un nuovo anno ma riflettevo appunto sulla bellezza dello scrivere, su quella sensibilità, quella umanità che traspariva dai blog (sì, poi hanno iniziato a chiamarsi così) delle persone che seguivo. Si rimaneva più anonimi, non si sbandieravano foto, non si condivideva con migliaia di sconosciuti qualsiasi cosa. Ho conosciuto persone meravigliose di cui non conoscevo neanche il volto o il sesso. Alcune poi le ho anche incontrate di persona e alcune sono diventate care amiche con cui ancora ci vediamo e sentiamo. Altre sono sparite dalla mia vita ma vi giuro che rimarranno per sempre nel mio cuore. Era bello mostrarsi fragili, veri o anche finti.  Avevamo solo nickname e potevamo mostrare la nostra vera essenza. Potevamo creare un nostro mondo solo attraverso le nostre parole. Se ci ripenso ora sento silenzio e vedo luoghi, storie, personaggi. Ora invece se penso al mondo dei blog e dei social in generale sento solo schiamazzi, urla, un sovraccarico di immagini, di video, di gente che si riprende dalla mattina alla sera mentre parla da sola o che si fotografa pure sulla tazza del water (e poi magari si lamenta per le eventuali critiche o commenti non solo adulanti). Non so dove ci porterà tutto questo caos, questa frenesia e mania di apparire. Non so dove porterà i nostri figli che crescono in un ambiente così caotico e spiattellato sul web senza filtri, a parte quelli di Instagram.

Personalmente da un annetto a questa parte sento di essermi molto disintossicata dai social. Non che sia mai stata una fissata ma ammetto che c'è stato un periodo della mia vita in cui mi sono fatta abbagliare da foto perfette, mamme sempre felici e alla moda, sempre in giro per eventi, case da rivista etc. Semplicemente tutto ciò mi ha stufato. Sento il bisogno di ritrovare quel silenzio e quell'amore per le parole, per le atmosfere, per quei lampi di vita vera che ispirano, che ci fanno sentire simili, solidali, unici ma uguali. Non parlo di fotografare i panni sporchi o postare la lista della spesa, ma quegli istanti di vita che rimangono sospesi a mezz'aria, quelle piccole cose della nostra giornata che ci rendono umani, tristi o felici, soli o amati. E' questo quello che voglio trasmettere col mio blog. Purtroppo ho pochissimo tempo e pochissima lucidità per riordinare i pensieri ma il mio proposito per quest'anno è ritornare a dare voce ai miei pensieri, alle mie parole, alle mie emozioni. Chi se ne frega se nessuno li capisce, se nessuno li legge. D'altronde io ho sempre scritto quasi sempre solo per me. E' il mio diario. Non mi interessano sponsorizzazioni o follower. Mi interessa essere onesta con me stessa, scrivere come terapia allo stress e all'alienazione dati dal tram tram quotidiano, condividere il mio mondo per chi ha la sensibilità di coglierlo per quello che è e perchè semplicemente scrivere mi fa stare bene, sempre. E' come affidare un fardello a un amico, un amico che c'è sempre. Se poi tocco il cuore di qualcuno con le mie parole non posso che esserne felice. Sono solo un altro essere umano che cerca di imparare, trovare ispirazioni, crescere, conoscere se stesso e il mondo.

Smettiamola di urlare, di spiattellare immagini ovunque a caso. Torniamo a parlare a bassa voce, a respirare davvero, a guardare oltre l'apparenza, a concentrarci su noi stessi e su cosa davvero conta e soprattutto impariamo a insegnarlo ai nostri figli. Siamo ancora in tempo.

P.S. il titolo del post è una citazione dalla canzone "Sullen Girl" di Fiona Apple. La mia musa ispiratrice di vita e parole per un lungo periodo della mia vita.


Immagine trovata su Pinterest. L'originale la trovate qui

7 commenti:

  1. Che bello ciò che scrivi Claudia. So anche che per chi fa il nostro lavoro, insegnante, non è facile durante l'anno scolastico mettersi al pc e scrivere tranquille i propri pensieri. anche io iniziai 10 anni fa con un blog semplice semplice, senza immagini o template particolari. Pensa che uno dei miei primi post fu su una cantante appena emergente che ricordo mi colpì molto... Amy Winehouse. ma ricevetti di commenti di qualcuno che mi scrisse: chi? Ah ah, vedi praticamente i tempi del medioevo. Condivido anche sul fatto di staccare dai social. IG è carino ma io per un periodo mi sono sentita inadeguata perchè la mia casa e la mia famiglia di certo non erano perfette come quelle che emergevano sempre da queste foto. man mano però ho visto che tutto e tutte tendevano a somigliarsi, es: prima tutte con case "shabby chic" poi via tutto per arredamento "nordico". Termini che ho imparato dai social... io non li avevo mai nemmeno sentiti. Tutte a fare video di "haul" di abbigliamento o trucchi. Ammazza quanti soldi c'hanno da spendere. :-) E ho capito... non serve mettere la foto dello stendino per far vedere che si è persone normali. tutte siamo persone normali che cercano di essere e fare del proprio meglio. importante è non stare sempre lì a copiarsi ma tirare fuori un po' di originalità, di simpatia, di auto ironia. io amo la mia famiglia che di certo non è perfetta...ad iniziare dalla sottoscritta. è una famiglia "spettinata" anche incasinata se vuoi, ma è la mia, nessuna copia, nessuna finzione. baci e buon ritorno a scuola!

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    1. Grazie mille per essere passata e per le tue parole, Elena. Più che per il lavoro, riesco a scrivere poco per la vita da mamma. Fabio assorbe tutto il tempo che passo a casa e quelle rare volte in cui ho del tempo libero (per modo di dire) cerco di lavorare e sfruttare al massimo il tempo. Pochi sanno che il 50% del lavoro degli insegnanti si svolge a casa in quello che gli altri pensano sia tempo libero. Tornando al post e al tuo commento, ti capisco benissimo. Anche io ho accusato il colpo, soprattutto nei miei primi mesi da mamma. Mi sentivo un disastro, inadeguata, sciatta e tanto era dovuto al fatto che le altre mamme sui social mi sembravano sempre perfette, sempre in tiro, sempre felici e non capivo perchè io non fossi così, mi sentivo sbagliata. Poi ho capito che non era tutto oro quello che luccicava e ho imparato invece ad accettarmi, a volermi più bene e ho cercato tipi di ispirazioni più veri e umani. Noi siamo unici e perfetti così come siamo, in tutta la nostra splendida e originale imperfezione!! Un grande abbraccio

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  2. Che belle parole!! Mi hai emozionato!! Concordo con te su tutta la "linea"..
    Per quanto riguarda IG posso dirti che a me piace guardare le gallery belle.. tutte con gli stessi filtri e colori.. curate in maniera maniacale..che poi in realtà sono le più aride e piatte (;) .. quello che mi spaventa sono i migliaia di followers che seguono e cercano di raggiungere questo ideale di perfezione!! Le cose genuine, quelle che vanno capite purtroppo piacciono a pochi!! E questo rimane cmq un bene!!
    Un bacio!! Carmen

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    1. Grazie di cuore per essere passata Carmen! Anche a me piacciono le gallery molto belle, con foto fatte bene, patinate ma c'è da dire che viste una manciata viste tutte! Oltre alle foto patinate è bello se si riesce a scorgere dietro un po' di umanità! Un abbraccio!!

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  3. Ciao Claudia, io conservo ancora i miei vecchi diari adolescenziali (periodo in cui iniziai a scrivere a più non posso) ed anche se le tematiche sono nettamente diverse, ciò che rimane è come dici tu il potersi sfogare ed esprimere i propri sentimenti. Molte blogger sono diventate asettiche, solo delle influencer ma contente loro!!! Io preferisco seguire chi condivide anche un po di vita quotidiana oltre che lavorativa visto che di umanità in giro ne è rimasta ben poca, preferisco chi è autentico. Un bacione

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    1. Concordo perfettamente con te!!! E anche io scrivevo tantissimo sui miei diari segreti!! Grazie mille per essere passata :*

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  4. Claudia arrivo solo ora a leggere questo tuo post, che avrei potuto scrivere io almeno nella parte del rapporto con i social e di un desiderio di "ridimensionamento" generale.
    Io ho sempre definito il mio blog terapeutico e non riesco a smettere di scrivere, anche se magari non sono molto letta, perché rimane un mio bisogno! Un mezzo per scaricarmi ed una fonte di ricarica. Io sono alla ricerca di blog piccoli e di "nicchia" proprio come il tuo! Dove rimane quel concetto genuino di "condivisione" non giudato o sostenuto da sponsorizzazioni selvagge!
    Continuiamo a sostenerci!
    Un abbraccio!
    Tiziana

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