giovedì 14 aprile 2016

Un anno da mamma

Ebbene sì, settimana scorsa Fabio ha compiuto un anno. Mi sembra incredibile che sia passato così tanto tempo da quello stravolgente 5 aprile 2015. Sembra ieri che scrivevo qua sul blog del mio primo mese delirante da mamma ed eccomi qui a parlarvi ora del primo anno. Non so se a qualcuno interesserà leggere questo post ma io voglio scriverlo in primis per me stessa. Purtroppo non ho più il tempo di tenere un diario giornaliero cartaceo come da ragazzina per cui uso il blog un po' come un memorandum per il futuro. Mi piace ogni tanto andare a rileggere post vecchi di anni e vedere un po' come sono cambiata, come mi sento a rileggere certe cose.

 

Ma torniamo a noi. Questo è stato sicuramente l'anno più difficile, stravolgente, pesante e sconvolgente della mia vita. Niente si può paragonare a questo. Sembrano frasi fatte ma davvero niente ti può preparare a quello che ti aspetterà dopo il parto. Mi viene da sorridere (e anche da sentirmi mooolto ingenua) quando ripenso ai miei mesi di gravidanza. A parte le nausee che mi hanno distrutta nei primi tre mesi (che poi chiamarle nausee è un eufemismo. Era come avere un alien dentro che ti stritolava le viscere. Tutto. Il. Santo. Giorno.) e qualche problemino di contrazioni che mi ha portato alla maternità anticipata, ho vissuto una gravidanza abbastanza serena. Serena per quanto lo può essere per una madre iper ansiosa come me. Ad ogni modo, in quei mesi vivevo nel mio mondo di favole. Passavo le giornate a cercare su Pinterest idee per la cameretta, sognavo come vestire il mio cucciolo guardando i siti di Zara e Next, leggevo con aria estasiata i blog di fashion blogger americane mormone con 5 figli bellissimi e loro sempre perfette, sorridenti e vestite e truccate di tutto punto illudendomi che anche io sarei stata in grado di fare lo stesso, mi scioglievo solo a guardare carrozzine e passeggini e leggevo libri su libri sulle meraviglie del parto naturale, sull'importanza assoluto dell'allattamento, sul legame che si deve instaurare subito tra mamma e bebè quando viene posato sulla pancia della mamma appena venuto al mondo, sull'intimità e serenità di quei primi momenti. Bene, parto cesareo d'urgenza, bambino potuto tenere tra le braccia per la prima volta dopo 3 giorni in mezzo al delirio del nido della Mangiagalli (era monitorato e in culla termica e non potevo tenerlo in camera) circondata da decine di neo genitori, decine di infermiere che andavano e venivano con fare isterico (e davo anche fastidio al passaggio seduta vicino alla culla termica) e con gli occhi dei parenti dei neonati che guardavano dalla vetrata. E in tutto questo  caos e frastuono un'infermiera mi dice "si scopra il seno". Per me è stato molto traumatico. Vi sembrerà una cavolata ma mi sono sentita davvero privata di un momento intimo e magico. Comunque anche la magia dell'allattamento è andato a farsi benedire dato che Fabio era troppo piccolo e debole e tutto il personale mi ha sconsigliato di farlo stancare cercando di attaccarlo al seno. Ecco, da lì la favola della gravidanza è finita e avrei voluto bruciare tutti i libri letti.

 

Le prime settimane a casa sono state strane. Ero talmente felice di essere uscita da quell'inferno che anche il non dormire e tutta la stanchezza non mi pesavano molto. Ricordo che la notte, mentre aspettavo che Fabio digerisse il suo latte, assicurandomi che non lo vomitasse a getto come al solito, prima di metterlo nella culla leggevo il bellissimo libro "Quello che le mamme non dicono" di Chiara Santamaria e mi sentivo meno sola. Quante risate nel buio e silenzio della notte! Passata l'euforia di essere a casa, sono inziate le preoccupazioni per la crescita, il reflusso, le visite di controllo per la prematurità, poi le coliche. Dico sinceramente che in quel periodo ero stravolta e mi sembrava di essere in un limbo. Era come se non fossi lucida, non fossi me stessa. La stanchezza e l'esaurimento psicologico pesavano su tutto. Stavo tutto il giorno da sola con Fabio e NON MI PASSAVA MAI!!! Le passeggiatine non risolvevano il problema. Mi sentivo sola, stanca, senza più una vita. Non potevo andare in bagno, non potevo farmi una doccia, non potevo cucinare, non potevo fare nulla. E quelle poche volte in cui dormiva io cercavo di dormire! Per parecchio tempo mi sono sentita in colpa perchè appena si addormentava lo mettevo nella culla e mi sdraiavo. Non lo coccolavo, non lo tenevo in braccio guardandolo con aria sognante, non lo annusavo come se avesse il profumo più buono del mondo. Volevo solo dormire. Peccato che non ci riuscissi mai perchè lui, a causa del reflusso, non faceva che fare grugniti, rantoli, tosse, raschiamenti di gola, nitriti e sembrava si strozzasse. Tutto il tempo e tutta la notte, Vi lascio immaginare. Volevo solo delle ore d'aria tutte mie! Tornare a sentirmi me stessa.

Verso i 4/5 mesi le cose sono un po' migliorate anche perchè lui ha iniziato a interagire di più, i problemi di reflusso sono migliorati e anche se la notte dormivo 4 ore ad andare bene, mi sembrava già un miglioramento. Confesso di aver iniziato a dormire decentemente solo quando l'abbiamo spostato nel suo lettino da solo in cameretta. Non so perchè ma anche lui ha iniziato a dormire molto più tranquillo e sereno e così anch'io.



Da settembre a gennaio per me è stata una noia mortale. Non mi vergogno a dirlo. Io sono una persona piena di interessi, mi piace il mio lavoro di insegnante, mi piace interagire, viaggiare, muovermi e per me tutti quei mesi d'inverno a casa da sola sono stati uno strazio. Soprattutto i mesi autunnali e invernali sono stati duri. Fabio non interagiva ancora molto e non sapevo neanche come intrattenerlo tutto il giorno! Le giornate mi sembravano una distesa infinita. Lui si stufava subito di qualsiasi cosa e passavo le giornate con lui in braccio cercando di inventarmi qualcosa mentre lui si lagnava e piangeva ogni 2 minuti.Mi ricordo che la sera andavo a dormire e mi dicevo "domani un altro giorno così non lo posso affrontare". Ma l'ho affrontato per forza, tanti tanti giorni. La cosa è migliorata molto quando Fabio ha iniziato il nido e io ho ripreso a lavorare. Mi sono sentita rinata!! Anche il tempo passato con Fabio era più intenso, più desiderato.Ogni giorno la stanchezza è immensa, il relax non esiste. Fabio è un terremoto e come tutti i bimbi richiede attenzioni continue. Ora cammina accompagnato con la mano, si fa capire in tante cose, mi vuole stare attaccato come una cozza. è curioso, tecnologico (ebbene sì), solare. Ora inizio a capire le gioie dell'essere mamma. La stanchezza è pareggiata dall'amore e dalla gioia e so che andando avanti sarà sempre meglio. Ora i sacrifici li faccio con un altro spirito. Non mi sembra più tutto un tunnel senza uscita a senso unico. Ora vedo tanto amore, un rapporto che stiamo costruendo ogni giorno, un bambino che ogni giorno diventa più autonomo, che ogni giorno scopre il mondo e noi con lui. A volte la notte penso al suo sorriso quando mi vede la mattina e mi viene voglia di andare a guardarlo mentre dorme. Ma poi il sonno prevale, lo guardo un attimo nella baby camera e dormo :P 


All'inizio mi sentivo tanto in colpa per tante cose. Il distacco dei primi giorni, l'allattamento mancato, il mio non essere mamma sdolcinata i primi mesi, il mio non essere mamma perfetta che riesce ad essere sempre bella, scattante, curata, in giro per negozi o aperitivi come alcune mamme che seguivo su Instagram, Ci provavo davvero e la frustrazione era tanta. Mi sentivo in colpa perchè volevo solo che questi mesi passassero e col cavolo che l'avrei rifatto un'altra volta!! Beh, a distanza di un anno mi sono perdonata. Anzi, ho capito che non c'era niente da perdonare. Semplicemente sono fatta così, è andata così anche per cause di forza maggiore e se non sono la mamma che pensavo di essere prima della nascita di Fabio va bene così. E' stato sconvolgente scoprirsi così diversi dall'immagine che mi ero fatta di me stessa ma la vita è fatta di fasi, cicli, scoperte esteriori e soprattutto interiori costanti e come i serpenti le donne sanno cambiare pelle. L'importante è trovare la serenità e l'amore per sè stesse. Ogni giorno è una sfida ma noi donne siamo dei portenti!! 

Riparare l'istinto ferito, bandire l'ingenuità, apprendere gli aspetti più profondi della psiche e dell'anima, trattenere quel che abbiamo appreso, non volgerci altrove, proclamare a gran voce che cosa vogliamo… tutto ciò richiede una resistenza sconfinata e mistica. (parole di una delle mie donne guida nella vita Clarissa Pinkola Estes)