venerdì 6 maggio 2016

Buona festa della mamma!

E' strano, quest'anno è la mia seconda festa della mamma ma mi sento come se fosse la prima. L'anno scorso quando è arrivata questa festa, Fabio aveva poche settimane. Avrebbe dovuto proprio nascere in quei giorni ma come sapete c'è stata la sorpresa a Pasqua. Ho dei ricordi molto confusi e annebbiati di quella giornata di festa. A dire il vero ho dei ricordi molto confusi e annebbiati proprio di tutto quel periodo. Ricordo di essere stata felice in quel primo giorno di festa da mamma ma ricordo anche che mi sentivo uno zombie, sopraffatta dalla stanchezza e dallo sconvolgimento emotivo generale. Sì, ero una mamma ma confesso che ancora non capivo molto cosa significasse. Non mi sentivo più me stessa, non sapevo cosa stavo facendo e dove stavo andando. Mi sentivo una specie di automa che doveva soddisfare ogni bisogno del piccolo incondizionatamente, non importava se io fossi stravolta, se stessi male, se morissi dal sonno. Non importava. Per i primi tempi per me essere mamma è stato solo quello. Credo di aver iniziato a provare cosa è essere mamma, inteso con un rapporto vero col bimbo, solo dopo i primi mesi. Ora dopo un anno tutto è cambiato e ora mi sento sì pienamente mamma. Quando consolo i pianti, quando mi sveglio cento volte a notte, quando asciugo il moccio che cola dal naso o do un bacino su un bernoccolo, ecco che mi sento davvero mamma. Fabio non è più un neonato ma un bambino e anche il mio modo di sentirmi mamma è cambiato. Non so ma è come se da qualche mese a questa parte anche le fatiche e gli scleri quotidiani a fine giornata fossero diventati magicamente anche gratificanti. 


"Essere una mamma può significare che le mie mani sono piene, ma altrettanto è il mio cuore" Bellissima illustrazione di Rose Hill Design Studio  

Ci sono giornate dure, durissime. Giornate in cui si vorrebbe solo partire per una meta sperduta e solitaria e dormire per una settimana. E' un bisogno fisico quello di volersi riposare, ricaricare. A volte davvero mancano le energie per far fronte ad una lunga giornata, magari quando non si ha dormito la notte, magari quando il bambino è malato o isterico perchè sta spuntando qualche dentino. A volte vorrei che Fabio mi lasciasse un po' più di spazio quando siamo a casa soli con il papà invece di voler stare solo con me attaccato come una cozza, della serie che non riesco neanche ad andare in bagno o fare una doccia senza sentirlo piangere come un disperato tutto il tempo. A volte gli dico "ma perchè non cammini da solo visto che al nido lo fai benissimo?" e invece no, lui mi afferra la mano e la tiene strettissima. Mi trascina in giro per la casa tutto il pomeriggio e guai a lasciarmela. Me la stritola pur di non perderla. E' stancante ma mi dico che un giorno mi mancherà questo suo totale attaccamento, mi mancherà quella manina che cercava sempre la mia. Un giorno gli racconterò di quanto era mammone e ci rideremo su e sicuramente mi commuoverò ripensandoci.

Le madri di successo non sono quelle che non hanno mai fatto fatica, sono quelle che non hanno mai gettato la spugna nonostante le difficoltà.

Una mamma può ritagliarsi degli spazi ma non va mai davvero in vacanza. Una mamma deve imparare a cambiare la sua vita, a guardare il mondo con gli occhi del suo bambino, imparare a conciliare i suoi ritmi da adulto con i tempi e le scoperte del suo cucciolo. Io sto imparando a farlo. Prima al pomeriggio diventavo matta perchè cercavo di fargli fare il pisolino ad un orario preciso, diventavo scema perchè mi ossessionavo col rispettare gli orari, a non sballare la merenda etc, mi arrabbiavo se seminava per casa oggetti che tirava su e li lanciava a caso e la casa sembrava un manicomio. Ora ho capito che se non ha sonno non ha sonno e lo lascio giocare, ho capito che se vuole camminare per un'ora per tutta la casa va bene, pazienza se mi spacco la schiena. Sì, sto trascurando la casa e forse altri impegni di lavoro ma va bene così. Devo rispettare i suoi ritmi, i suoi desideri. Non dico che gli lascio fare ciò che vuole ma ho visto che assecondando i suoi bisogni è più tranquillo, più sereno. E anche io. Bisogna un po' dimenticarsi del tempo e godersi questi momenti che non torneranno più. Quel sorriso e quello scintillio negli occhi è unico e magico e non dobbiamo perdercene neanche un secondo! 


2 commenti:

  1. Ciao Claudia, ho letto con piacere questo tuo post, mi ci sono ritrovata! Anche per me i primi mesi dopo la nascita di Giulia sono stati i più duri. Consolati, non sei la sola ad essere trascinata per casa mano nella mano per passare da un gioco, all'andare a prendere un biscottino. Mi ritrovo la sera stanchissima a chiacchierare con mio marito meravigliandoci dei progressi della bimba (come se fosse davvero unica nei suoi comportamenti). È il bellissimo ed estenuante mondo dei genitori.

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    1. Hai proprio ragione! Croce e delizia haha!

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