lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale!

Faccio una piccola apparizione per augurare a tutti un felicissimo natale e buone feste! Mi dispiace essere sparita ma oltre al pochissimo tempo libero sono stata davvero assorbita dagli impegni quotidiani che mi hanno anche un po' svuotata emozionalmente. Cercherò di sfruttare al massimo queste due settimane di vacanze che ho per coccolarmi un po' e tornare ad ascoltarMI. Subito dopo natale partirò per passare qualche giorno a Londra con la mia dolce metà e cercherò di postare presto così vi racconterò come è andata. 



Sono sempre stata una persona molto spirituale ma poco religiosa nel senso tradizionale del termine. E restando fedele alle mie corde interiori, vi lascio un bellissimo brano dedicato alla Madre Divina, alla Madonna, da una delle mie scrittrici preferite Clarissa Pinkola Estes. In questa notte di celebrazione della nascita sacra, della rinascita della luce e della speranza, ricordiamo la Madre in tutta la sua grandezza, in tutto il suo amore eterno e non solo come la donnina pia e passiva che spesso dipinge la chiesa cattolica. Spero vi piacerà, io la sento molto vicina. Dimenticate tutti i paletti che l'odio per la Chiesa vi ha fatto ergere, come è successo a me del resto.

Un affettuosissimo abbraccio e tanti auguri ai cari lettori e lettrici che passeranno di qui :)


Troppo spesso, l'unico rapporto con la Madre Benedetta che ci è stato insegnato/raccontato/offerto è : o nessuno, attraverso la congiura del silenzio sul ricco lignaggio di sangue che ci lega...oppure un rapporto in cui noi dobbiamo accettare di "tirarla giù", di abbassarla e legarla, onde farle assumere una forma piccola e gestibile...diminuendola, rendendola la quiescente "brava ragazza"...con l'antitesi fasulla di fare di un'altra donna, la Maddalena, la "cattiva ragazza", meno quiescente. Queste sono contraffazioni, contraffazioni delle origini e dei doni delle donne. "Slegatele", dunque, disfatele: non accettatele. Ho sentito teologi parlare della Madonna come se fosse una mera appendice a una serie di fatti storici. Non è questo e non è neppure, come alcuni sostengono, una superstizione. Lei non è un edificio obbediente fatto di cemento, marmo o mattoni. Non è qualcosa da adoperare come un pezzo di santa corda per legarci e costringerci alla docilità, recidendo le altre peculiarità che Dio ci ha dato per farci meravigliosamente e ragionevolmente umani. Lei non vuole essere un recinto ma una porta.