lunedì 1 agosto 2016

Il mio peggior difetto

Questo post è un post di pancia. Un post di lamentela verso me stessa che, nonostante i 35 anni suonati, dentro a volte è ancora quella bimba di quarta elementare che ogni settimana passava la domenica notte in bianco per l'ansia di dover tornare a scuola il giorno dopo. Eh sì, sono sempre stata una persona semplice eh!

Oggi vi parlo del mio peggior difetto. L'ansia. Ansia mista a insicurezza. Una cosa che mi ha sempre accompagnato e che proprio non riesco a eliminare dalla mia vita. L'unica cosa che mi aiuta un po' a non soccombere a questa brutta emozione è il programmare tutto in anticipo in modo da non avere imprevisti che potrebbero mandarmi in panico. Tutto ciò mi aiuta nelle singole occasioni ma non è proprio molto salutare perchè a volte diventa mania di controllo. Sappiamo benissimo che la vita è fatta di imprevisti, di scelte da prendere sul momento, di cose che noi assolutamente non possiamo controllare. Ovviamente poi sono anche pessimista per cui olè! Vi lascio immaginare come ho trascorso i miei mesi di gravidanza. Sempre convinta che sarebbe arrivata qualche brutta notizia, che qualcosa sarebbe andata storta. In effetti alla fine qualcosa è successa davvero inaspettatamente e io sono crollata come una pera cotta. Altro che grinta e ed energia delle supermamme di cui tutte parlano. Ero un pianto unico, stretta nella morsa dell'ansia e del senso di inadeguatezza. La peggiore versione di me. 

E' da tanti anni che cerco di lavorare su me stessa e ho letto diversi libri sull'argomento ma come sempre un conto è la teoria e un'altra è la pratica. Ora ne ho iniziato un altro che si pone in un modo un po' differente perchè propone di non cercare di eliminare i sentimenti negativi e ansiogeni ma di distaccarsene e capire che si tratta solo di pensieri. Il libro si chiama "La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere". Vi farò sapere se è un valido aiuto.


Mi chiedo spesso "Starò facendo la cosa giusta?" e cerco spesso conferme dall'esterno. Ho dei miei valori ben precisi e in cuor mio so bene cosa voglio per il mio futuro ma non è facile non sentirsi giudicati o in dubbio avendo tante pressioni dalla famiglia, dalla società. Cerco di trovare persone che mi ispirano e che in qualche modo mi diano conferma che le mie scelte e i miei sentimenti non sono sbagliati, non sono l'unica a provarli. Vorrei essere più sicura di me e infischiarmene dei giudizi altrui. Alla fine lo faccio eh però non è una cosa che mi passa sopra in modo così leggero. Troppo sensibile probabilmente ma è il mio carattere e non posso farci molto.

Anche per quanto riguarda l'area lavoro purtroppo a livello generale non vivo proprio serenissima perchè essendo precaria ogni estate la passo con quella sottile vena di angoscia di sottofondo dato che non so mai che ne sarà di me a settembre. Cerco di non pensarci troppo e di godermi la famiglia ma quel fanalino d'allarme è sempre lì a rompermi le balle!

In compenso mi rendo conto che nell'educazione di mio figlio non ho tentennamenti e so che vorrò trasmettergli tutti i miei/nostri valori e gli insegnerò ad essere sempre fiero dei suoi sentimenti e libero di seguire i suoi sogni (certo, magari non se si tratta di rapinare banche haha!).

Vorrei imparare ad godermi di più ogni istante, a essere grata ogni giorno per tutte le cose belle della mia vita e delle mie giornate, anche quelle più banali. E' per questo che è un po' che voglio iniziare un "Gratitude Journal" e penso proprio che lo farò. Sembra un esercizio banale ma credo faccia bene focalizzarsi sulle cose positive e concrete che viviamo rispetto a quelle negative e che magari non accadranno mai che mi angosciano. Mi sono resa conto di essermi proprio "imbruttita" ultimamente. Non nel senso estetico (ma forse anche sì :P) ma nel senso di essermi un po' chiusa a riccio nel labirinto di questi miei pensieri oscuri e non ho più aperto gli occhi alla bellezza, alla leggerezza, alla magia che ci circonda. E' vero che le notizie di questi ultimi tempi hanno angosciato tutti e c'è poco da stare allegri ma sto lasciando che le giornate sfuggano via, troppo presa sia dalle incombenze materiali e soprattutto da sentimenti che non mi fanno vivere serena. Questo è il mio proposito per il futuro, ritornare a rivedere la magia, la bellezza, la poesia in una goccia di pioggia o in una tazza di cappuccino, nel sorriso di mio figlio o nel tocco di mio marito, nel pelo candido del mio gatto e nella lieve brezza della sera. Ho dimenticato troppe cose. E' ora di correre ai ripari!

Scusate lo sfogo. So che è un post noioso ma serviva a me per tirare fuori le emozioni negative di questo ultimo periodo :)


Le immagini sono prese tutte da Pinterest. Se ci cliccate su andrete alla pagina originale.

lunedì 27 giugno 2016

Col senno di poi...

Questo mese di giugno è stato molto strano. La fine della scuola e gli esami, il clima prima autunnale e poi tropicale, Fabio sempre malato. Non mi sono neanche resa conto del tempo che passava. Complice il caldo che non mi fa dormire, mi ritrovo la sera tardi a pensare pensare e pensare. In questo stesso periodo l'anno scorso stavamo passando delle giornate di fuoco con Fabio afflitto dalle coliche che piangeva tutto il santo il giorno e voleva stare solo in braccio con una temperatura in casa di 40 gradi. Beh, scherzo del destino, ci siamo ritrovati ad affrontare la medesima situazione con Fabio con la febbre a 39 per una settimana. Peccato che ora non pesi più 3/4 kg ma 11!! La coincidenza stranamente mi fa sorridere. Io che ingenuamente credevo che non avremmo più rivissuto giornate così da incubo sparite le coliche e invece!! Ciò che mi ha fatto riflettere è che è passato un anno, alcune cose sono rimaste le stesse mentre altre sono cambiate. Soprattutto io sono cambiata e mi dispiace di essere stata così dura con me stessa in quei faticosissimi primi mesi. 


L'altro giorno guardavo le foto di un anno fa, di quel giugno 2015, per riguardare come stavo bionda e con i capelli più corti (ogni tanto mi torna la voglia di cambiare e chissà che a breve non torni davvero a quel look) e mi sono riguardata con occhi nuovi. Ricordo che all'epoca mi sentivo e mi vedevo come un mostro. Brutta, grassa, vecchia. A malapena avevo la forza di guardarmi allo specchio, i vestiti mi andavano tutti stretti, nonostante quel velo di trucco che riuscivo a mettermi al volo mi sentivo orrenda. Riguardo quelle foto ora e sì, si vede tutta la stanchezza, lo scombussolamento fisico ed emotivo e vorrei poter tornare indietro per dire a me stessa di non essere così severa con me stessa, che avevo appena attraversato uno dei momenti più duri e sconvolgenti della vita di una donna ma che poi pian piano si torna ad una certa normalità. Mi sentivo in colpa se avevo sempre sonno, se non mi curavo più come una volta, se non avevo neanche il tempo o la voglia di scegliere degli abbinamenti di vestiti decenti, se ero sempre isterica e ansiosa, se non avevo neanche l'energia per fare una passeggiata, se la mia vita non era più come quella di prima. Mi sforzavo tanto ma era inutile. L'altro giorno ho letto per caso un post di un blog che ho scoperto da poco e che mi piace molto intitolato "Cera una vodka". Qua c'è il post in questione. Avrei voluto leggerlo allora. Lo trovo molto vero. E soprattutto la parte in cui dice di non combattere questo periodo ma arrendersi con la consapevolezza che passerà. Non dico di abbandonarsi allo sciattume totale o a vivere nella depressione per carità! Ma col senno di poi dico che è vero, prima o poi passa e si ritorna se stesse. Se dovessi rivivere l'esperienza della gravidanza una seconda volta penso che cercherei di tener ben presente questa cosa nei momenti di sconforto. Purtroppo ho un carattere tendente al pessimismo cosmico e non so perchè penso sempre che una situazione, soprattutto brutta, duri per sempre. Davvero non so perchè sono fatta così. Prima credevo che Fabio sarebbe stato un indifeso prematuro per sempre, che non sarebbe mai aumentato di peso, poi che il reflusso e le coliche sarebbero durate per sempre, così come le notti insonni e i pianti continui. E' vero, episodi pesanti ci sono sempre ma ho imparato che, soprattutto con i bambini piccoli, ci sono tantissime fasi che possono durare da pochi giorni a pochi mesi. A volte non si può fare altro che portare un'immensa pazienza e pensare che la notte buia non è eterna e che poi ritorna l'alba.


Vorrei dire a me stessa che in fondo non ero così mostruosa e che non era una tragedia se ero sempre in jeans e scarpe da tennis, se avevo le occhiaie fino ai piedi e 3 cm di ricrescita. Che se Fabio rigurgitava 10 volte al giorno non sarebbe durato per sempre, che dall'esperienza si impara e che dopo la fatica e le lacrime arrivano le soddisfazioni e i sorrisi. Che non c'è niente di male nel prendere le cose con calma, nell'essere un po' indulgenti con se stessi e che avrei dovuto godermi di più tanti momenti invece di voler seguire l'idea che mi ero imposta di come avrei dovuto essere. Che la vita è dura e molto faticosa ma non è sempre un lavoro titanico ogni giorno. Se ma dovessi avere un altro bimbo (e ho detto se) rileggerò sicuramente questo post nei momenti più duri. Cercherò di essere più rilassata e meno perfezionista, seguirò maggiormente il mio istinto e cercherò di non farmi abbattere per ogni difficoltà. Tutto passa, tutto passa, ma l'amore resta. E' per quello che si suda e si combatte! 


Ora ho capito che quello che succede a me, il bello e il brutto, è la stessa cosa che succede a milioni di mamme ogni giorno in tutto il mondo. Che sì ci saranno anche le mamme perfette da copertina ma la maggior parte fa tanta fatica e ha i suoi momenti no. A parte le esperienze dirette di amiche e colleghe, mi ha aiutato tantissimo il confronto con altre mamme sui social. Ho capito che non sono sola, che siamo tutte sulla stessa barca e soprattutto che siamo una forza!

mercoledì 1 giugno 2016

Una giornata all'Oasi Sant'Alessio

Domenica scorsa, complice il bellissimo tempo, abbiamo passato una splendida giornata all'Oasi Sant'Alessio, un parco naturale in provincia di Pavia. In realtà avremmo già dovuto andarci il weekend precedente ma Fabio aveva la febbre e l'otite per cui abbiamo dovuto rimandare. 

Abbiamo organizzato questa giornata insieme a una coppia di nostri amici che ha una bambina che è nata solo 2 giorni prima di Fabio per cui sapevamo tutti benissimo quali erano le nostre esigenze e cosa potevamo aspettarci! (Non pubblico le foto della bimba perchè la mamma ci tiene molto alla privacy)




Bellissimo il copripasseggino fatto da Janas Decò


Devo dire che tutto è andato benissimo! Siamo arrivati all'Oasi verso mezzogiorno e il parco era ancora quasi deserto! Nel parco è presente sia un bar con tanti tavoli all'aperto sotto ad un portico che un'area pic nic sempre attrezzata con grandi tavoli e panche. Noi abbiamo preso dei panini al bar e mangiato tranquillamente al tavolo all'aperto. Per Fabio avevo preparato una frittatina ed è stata molto apprezzata. Attorno ai tavoli e davanti all'area ristoro c'era tanto spazio per cui appena Fabio ha iniziato a stufarsi è bastato farlo gironzolare mentre io e mio marito ci alternavamo per mangiare. Ehh sono finiti i tempi in cui lui dormiva tranquillo nella carrozzina e noi potevamo mangiare fuori senza troppi problemi. Ormai bisogna mangiare sempre separati e tenerlo occupato. Speriamo che una volta che imparerà a mangiare da solo si riuscirà a mangiare con più calma tutti assieme!








Dopo il pranzo e un bel caffè, abbiamo iniziato ad esplorare il parco e la cosa piacevolissima è che tutto il percorso è all'ombra per cui nonostante la giornata fosse caldissima, non abbiamo patito il caldo più di tanto. Poco dopo aver iniziato la nostra esplorazione i bimbi si sono addormentati e noi abbiamo potuto ammirare in tutta calma i meravigliosi animali che ospitava l'Oasi. Ora i bambini sono troppo piccoli ma sicuramente l'anno prossimo rimarranno anche loro incantati dalla bellezza della natura e dei suoi esseri. Devo dire che ero un po' preoccupata che la visita non fosse agevole col passeggino ma a parte un unico tratto in cui c'erano diversi scalini è andata benissimo!

Qui è iniziata la fase abbiocco...


Completamente partito!

Per fortuna mio marito è molto bravo con le foto e ha fatto dei bellissimi scatti! Gli animali erano stupendi! Ho avuto un momento di panico quando ci siamo trovati vicini ad un uccellone esotico con un becco enorme che girava liberamente sulle nostre teste ma almeno ho fatto ridere i miei amici con la mia fuga improvvisa presa dal terrore haha!! Anche il giretto nelle sale dedicate ai rettili ha un po' provato me e la mia amica ma è stato comunque interessante!




Quando i bimbi si sono risvegliati siamo tornati all'area bar e abbiamo fatto tutti merenda! Fabio poi si è dato alla pazza gioia correndo dappertutto e gridando tutto eccitato!! Ci ha dato un assaggio di come saranno le nostre vacanze al mare!! Aiuto!!




E' stata una bellissima giornata, in ottima compagnia e in un posto molto bello e anche poco affollato! Sicuramente ci torneremo presto!

lunedì 16 maggio 2016

Una domenica di sole

 
Ieri è stata una bellissima domenica di sole e non potevamo non uscire un po' a godercela. A dire il vero inizialmente avevamo pensato ad una meta più lontana ma, complice un po' di stanchezza e l'isteria di Fabio a causa di 3 dentini in uscita, abbiamo deciso di fare un'uscita tranquilla senza allontanarci troppo. A pochi minuti di macchina da casa nostra c'è un'agrigelateria con una piccola fattoria di cui ho scoperto da poco l'esistenza e quindi abbiamo colto l'occasione per farci un salto.



 




 


  
Purtroppo era affollatissima di famiglie con bambini, come era prevedibile, e abbiamo fatto un po' di fila per prendere il gelato ma Fabio ha avuto modo di stare un po' in campagna per distrarsi dal male ai denti. 



Purtroppo era un po' inverso perché quando fa male fa male e nelle foto è sempre un po' imbronciato ma ha visto gli animali della fattoria e giocato sull'erba e...sulle pietre!! Con tutti i posti che c'erano lui doveva stare seduto tra i sassi e agitare le braccia a mo' di Paperon De Paperoni nel suo mare di banconote 😂 Ci ha fatto un po' sclerare perché cercavamo di farlo schiodare da lì per paura che si mettesse qualche sasso in bocca ma è stato bellissimo vedere il suo stupore e la gioia della scoperta nel vedere e toccare dei fili d'erba, delle foglioline, dei sassolini. 



Torniamo anche noi bambini guardando il mondo attraverso i suoi occhi. Purtroppo siamo sempre tanto impegnati e di corsa che non alziamo più gli occhi al cielo o rimaniamo incantati dalla meraviglia che Madre Natura ci regala tutti i giorni. È bello riappropriarsi di questi piccoli tesori 😊

venerdì 6 maggio 2016

Buona festa della mamma!

E' strano, quest'anno è la mia seconda festa della mamma ma mi sento come se fosse la prima. L'anno scorso quando è arrivata questa festa, Fabio aveva poche settimane. Avrebbe dovuto proprio nascere in quei giorni ma come sapete c'è stata la sorpresa a Pasqua. Ho dei ricordi molto confusi e annebbiati di quella giornata di festa. A dire il vero ho dei ricordi molto confusi e annebbiati proprio di tutto quel periodo. Ricordo di essere stata felice in quel primo giorno di festa da mamma ma ricordo anche che mi sentivo uno zombie, sopraffatta dalla stanchezza e dallo sconvolgimento emotivo generale. Sì, ero una mamma ma confesso che ancora non capivo molto cosa significasse. Non mi sentivo più me stessa, non sapevo cosa stavo facendo e dove stavo andando. Mi sentivo una specie di automa che doveva soddisfare ogni bisogno del piccolo incondizionatamente, non importava se io fossi stravolta, se stessi male, se morissi dal sonno. Non importava. Per i primi tempi per me essere mamma è stato solo quello. Credo di aver iniziato a provare cosa è essere mamma, inteso con un rapporto vero col bimbo, solo dopo i primi mesi. Ora dopo un anno tutto è cambiato e ora mi sento sì pienamente mamma. Quando consolo i pianti, quando mi sveglio cento volte a notte, quando asciugo il moccio che cola dal naso o do un bacino su un bernoccolo, ecco che mi sento davvero mamma. Fabio non è più un neonato ma un bambino e anche il mio modo di sentirmi mamma è cambiato. Non so ma è come se da qualche mese a questa parte anche le fatiche e gli scleri quotidiani a fine giornata fossero diventati magicamente anche gratificanti. 


"Essere una mamma può significare che le mie mani sono piene, ma altrettanto è il mio cuore" Bellissima illustrazione di Rose Hill Design Studio  

Ci sono giornate dure, durissime. Giornate in cui si vorrebbe solo partire per una meta sperduta e solitaria e dormire per una settimana. E' un bisogno fisico quello di volersi riposare, ricaricare. A volte davvero mancano le energie per far fronte ad una lunga giornata, magari quando non si ha dormito la notte, magari quando il bambino è malato o isterico perchè sta spuntando qualche dentino. A volte vorrei che Fabio mi lasciasse un po' più di spazio quando siamo a casa soli con il papà invece di voler stare solo con me attaccato come una cozza, della serie che non riesco neanche ad andare in bagno o fare una doccia senza sentirlo piangere come un disperato tutto il tempo. A volte gli dico "ma perchè non cammini da solo visto che al nido lo fai benissimo?" e invece no, lui mi afferra la mano e la tiene strettissima. Mi trascina in giro per la casa tutto il pomeriggio e guai a lasciarmela. Me la stritola pur di non perderla. E' stancante ma mi dico che un giorno mi mancherà questo suo totale attaccamento, mi mancherà quella manina che cercava sempre la mia. Un giorno gli racconterò di quanto era mammone e ci rideremo su e sicuramente mi commuoverò ripensandoci.

Le madri di successo non sono quelle che non hanno mai fatto fatica, sono quelle che non hanno mai gettato la spugna nonostante le difficoltà.

Una mamma può ritagliarsi degli spazi ma non va mai davvero in vacanza. Una mamma deve imparare a cambiare la sua vita, a guardare il mondo con gli occhi del suo bambino, imparare a conciliare i suoi ritmi da adulto con i tempi e le scoperte del suo cucciolo. Io sto imparando a farlo. Prima al pomeriggio diventavo matta perchè cercavo di fargli fare il pisolino ad un orario preciso, diventavo scema perchè mi ossessionavo col rispettare gli orari, a non sballare la merenda etc, mi arrabbiavo se seminava per casa oggetti che tirava su e li lanciava a caso e la casa sembrava un manicomio. Ora ho capito che se non ha sonno non ha sonno e lo lascio giocare, ho capito che se vuole camminare per un'ora per tutta la casa va bene, pazienza se mi spacco la schiena. Sì, sto trascurando la casa e forse altri impegni di lavoro ma va bene così. Devo rispettare i suoi ritmi, i suoi desideri. Non dico che gli lascio fare ciò che vuole ma ho visto che assecondando i suoi bisogni è più tranquillo, più sereno. E anche io. Bisogna un po' dimenticarsi del tempo e godersi questi momenti che non torneranno più. Quel sorriso e quello scintillio negli occhi è unico e magico e non dobbiamo perdercene neanche un secondo! 


giovedì 14 aprile 2016

Un anno da mamma

Ebbene sì, settimana scorsa Fabio ha compiuto un anno. Mi sembra incredibile che sia passato così tanto tempo da quello stravolgente 5 aprile 2015. Sembra ieri che scrivevo qua sul blog del mio primo mese delirante da mamma ed eccomi qui a parlarvi ora del primo anno. Non so se a qualcuno interesserà leggere questo post ma io voglio scriverlo in primis per me stessa. Purtroppo non ho più il tempo di tenere un diario giornaliero cartaceo come da ragazzina per cui uso il blog un po' come un memorandum per il futuro. Mi piace ogni tanto andare a rileggere post vecchi di anni e vedere un po' come sono cambiata, come mi sento a rileggere certe cose.

 

Ma torniamo a noi. Questo è stato sicuramente l'anno più difficile, stravolgente, pesante e sconvolgente della mia vita. Niente si può paragonare a questo. Sembrano frasi fatte ma davvero niente ti può preparare a quello che ti aspetterà dopo il parto. Mi viene da sorridere (e anche da sentirmi mooolto ingenua) quando ripenso ai miei mesi di gravidanza. A parte le nausee che mi hanno distrutta nei primi tre mesi (che poi chiamarle nausee è un eufemismo. Era come avere un alien dentro che ti stritolava le viscere. Tutto. Il. Santo. Giorno.) e qualche problemino di contrazioni che mi ha portato alla maternità anticipata, ho vissuto una gravidanza abbastanza serena. Serena per quanto lo può essere per una madre iper ansiosa come me. Ad ogni modo, in quei mesi vivevo nel mio mondo di favole. Passavo le giornate a cercare su Pinterest idee per la cameretta, sognavo come vestire il mio cucciolo guardando i siti di Zara e Next, leggevo con aria estasiata i blog di fashion blogger americane mormone con 5 figli bellissimi e loro sempre perfette, sorridenti e vestite e truccate di tutto punto illudendomi che anche io sarei stata in grado di fare lo stesso, mi scioglievo solo a guardare carrozzine e passeggini e leggevo libri su libri sulle meraviglie del parto naturale, sull'importanza assoluto dell'allattamento, sul legame che si deve instaurare subito tra mamma e bebè quando viene posato sulla pancia della mamma appena venuto al mondo, sull'intimità e serenità di quei primi momenti. Bene, parto cesareo d'urgenza, bambino potuto tenere tra le braccia per la prima volta dopo 3 giorni in mezzo al delirio del nido della Mangiagalli (era monitorato e in culla termica e non potevo tenerlo in camera) circondata da decine di neo genitori, decine di infermiere che andavano e venivano con fare isterico (e davo anche fastidio al passaggio seduta vicino alla culla termica) e con gli occhi dei parenti dei neonati che guardavano dalla vetrata. E in tutto questo  caos e frastuono un'infermiera mi dice "si scopra il seno". Per me è stato molto traumatico. Vi sembrerà una cavolata ma mi sono sentita davvero privata di un momento intimo e magico. Comunque anche la magia dell'allattamento è andato a farsi benedire dato che Fabio era troppo piccolo e debole e tutto il personale mi ha sconsigliato di farlo stancare cercando di attaccarlo al seno. Ecco, da lì la favola della gravidanza è finita e avrei voluto bruciare tutti i libri letti.

 

Le prime settimane a casa sono state strane. Ero talmente felice di essere uscita da quell'inferno che anche il non dormire e tutta la stanchezza non mi pesavano molto. Ricordo che la notte, mentre aspettavo che Fabio digerisse il suo latte, assicurandomi che non lo vomitasse a getto come al solito, prima di metterlo nella culla leggevo il bellissimo libro "Quello che le mamme non dicono" di Chiara Santamaria e mi sentivo meno sola. Quante risate nel buio e silenzio della notte! Passata l'euforia di essere a casa, sono inziate le preoccupazioni per la crescita, il reflusso, le visite di controllo per la prematurità, poi le coliche. Dico sinceramente che in quel periodo ero stravolta e mi sembrava di essere in un limbo. Era come se non fossi lucida, non fossi me stessa. La stanchezza e l'esaurimento psicologico pesavano su tutto. Stavo tutto il giorno da sola con Fabio e NON MI PASSAVA MAI!!! Le passeggiatine non risolvevano il problema. Mi sentivo sola, stanca, senza più una vita. Non potevo andare in bagno, non potevo farmi una doccia, non potevo cucinare, non potevo fare nulla. E quelle poche volte in cui dormiva io cercavo di dormire! Per parecchio tempo mi sono sentita in colpa perchè appena si addormentava lo mettevo nella culla e mi sdraiavo. Non lo coccolavo, non lo tenevo in braccio guardandolo con aria sognante, non lo annusavo come se avesse il profumo più buono del mondo. Volevo solo dormire. Peccato che non ci riuscissi mai perchè lui, a causa del reflusso, non faceva che fare grugniti, rantoli, tosse, raschiamenti di gola, nitriti e sembrava si strozzasse. Tutto il tempo e tutta la notte, Vi lascio immaginare. Volevo solo delle ore d'aria tutte mie! Tornare a sentirmi me stessa.

Verso i 4/5 mesi le cose sono un po' migliorate anche perchè lui ha iniziato a interagire di più, i problemi di reflusso sono migliorati e anche se la notte dormivo 4 ore ad andare bene, mi sembrava già un miglioramento. Confesso di aver iniziato a dormire decentemente solo quando l'abbiamo spostato nel suo lettino da solo in cameretta. Non so perchè ma anche lui ha iniziato a dormire molto più tranquillo e sereno e così anch'io.



Da settembre a gennaio per me è stata una noia mortale. Non mi vergogno a dirlo. Io sono una persona piena di interessi, mi piace il mio lavoro di insegnante, mi piace interagire, viaggiare, muovermi e per me tutti quei mesi d'inverno a casa da sola sono stati uno strazio. Soprattutto i mesi autunnali e invernali sono stati duri. Fabio non interagiva ancora molto e non sapevo neanche come intrattenerlo tutto il giorno! Le giornate mi sembravano una distesa infinita. Lui si stufava subito di qualsiasi cosa e passavo le giornate con lui in braccio cercando di inventarmi qualcosa mentre lui si lagnava e piangeva ogni 2 minuti.Mi ricordo che la sera andavo a dormire e mi dicevo "domani un altro giorno così non lo posso affrontare". Ma l'ho affrontato per forza, tanti tanti giorni. La cosa è migliorata molto quando Fabio ha iniziato il nido e io ho ripreso a lavorare. Mi sono sentita rinata!! Anche il tempo passato con Fabio era più intenso, più desiderato.Ogni giorno la stanchezza è immensa, il relax non esiste. Fabio è un terremoto e come tutti i bimbi richiede attenzioni continue. Ora cammina accompagnato con la mano, si fa capire in tante cose, mi vuole stare attaccato come una cozza. è curioso, tecnologico (ebbene sì), solare. Ora inizio a capire le gioie dell'essere mamma. La stanchezza è pareggiata dall'amore e dalla gioia e so che andando avanti sarà sempre meglio. Ora i sacrifici li faccio con un altro spirito. Non mi sembra più tutto un tunnel senza uscita a senso unico. Ora vedo tanto amore, un rapporto che stiamo costruendo ogni giorno, un bambino che ogni giorno diventa più autonomo, che ogni giorno scopre il mondo e noi con lui. A volte la notte penso al suo sorriso quando mi vede la mattina e mi viene voglia di andare a guardarlo mentre dorme. Ma poi il sonno prevale, lo guardo un attimo nella baby camera e dormo :P 


All'inizio mi sentivo tanto in colpa per tante cose. Il distacco dei primi giorni, l'allattamento mancato, il mio non essere mamma sdolcinata i primi mesi, il mio non essere mamma perfetta che riesce ad essere sempre bella, scattante, curata, in giro per negozi o aperitivi come alcune mamme che seguivo su Instagram, Ci provavo davvero e la frustrazione era tanta. Mi sentivo in colpa perchè volevo solo che questi mesi passassero e col cavolo che l'avrei rifatto un'altra volta!! Beh, a distanza di un anno mi sono perdonata. Anzi, ho capito che non c'era niente da perdonare. Semplicemente sono fatta così, è andata così anche per cause di forza maggiore e se non sono la mamma che pensavo di essere prima della nascita di Fabio va bene così. E' stato sconvolgente scoprirsi così diversi dall'immagine che mi ero fatta di me stessa ma la vita è fatta di fasi, cicli, scoperte esteriori e soprattutto interiori costanti e come i serpenti le donne sanno cambiare pelle. L'importante è trovare la serenità e l'amore per sè stesse. Ogni giorno è una sfida ma noi donne siamo dei portenti!! 

Riparare l'istinto ferito, bandire l'ingenuità, apprendere gli aspetti più profondi della psiche e dell'anima, trattenere quel che abbiamo appreso, non volgerci altrove, proclamare a gran voce che cosa vogliamo… tutto ciò richiede una resistenza sconfinata e mistica. (parole di una delle mie donne guida nella vita Clarissa Pinkola Estes)

martedì 15 marzo 2016

Quasi primavera!

E' passato un bel po' dall'ultimo post. A mia discolpa posso dire che nella mia testa deve esserci stato un qualche salto spazio temporale perchè non riesco a capire come sia possibile che ieri fosse Natale e che tra qualche giorno sarà Pasqua! Sembra ieri che mangiavamo panettone e facevo a Fabio le foto vestito da folletto di babbo natale!!

Mi dispiace di non aver più scritto come avrei voluto ma dall'ultimo post sono cambiate tante cose. A gennaio Fabio ha iniziato l'asilo nido e devo dire che è stato bravissimo. A parte i primi due giorni in cui ha fatto un pianto nel momento del distacco, ci va sempre molto molto volentieri. Appena arriva si distrae subito guardando dalla vetrata i bimbi più grandi che corrono e con le educatrici si trova molto bene! Certe mattine come vede la ragazza le allunga le braccia per farsi prendere e per lui non esistono altro che gli altri bambini, non si gira neanche a guardarmi perchè deve andare a giocare. Sono soddisfazioni eh! haha! A parte gli scherzi sono contenta di questa sua vena indipendente. Il nido lo ha anche fatto progredire tantissimo. Molta più lallazione e movimento anche a casa. Ormai gattona alla velocità della luce e se lo sorreggiamo con le manine o sotto le ascelle ormai cammina spedito e decide lui dove vuole andare. Ha una fissa per girare in tondo...non vi dico la mia testa e la mia schiena!!

Le ultime settimane sono state terribili perchè ci siamo ammalati contemporaneamente io, mio marito e dopo qualche giorno Fabio. Vi lascio immaginare il doversi prendere cura di un bimbo scatenato e isterico quando si ha la febbre a 39 e ci si sente morire! Un giorno sono venuti a darci una mano i miei e un altro giorno mia zia e TAC, ammalati pure loro!! Il povero Fabio ha avuto la febbre per una settimana piena e solo l'antibiotico l'ha fatta passare a me e a lui. Speriamo sia finito questo incubo!! Ieri Fabio è rientrato al nido dopo 2 settimane a casa ed ero terrorizzata che facesse scenate al distacco con me perchè durante la malattia è diventato un mammone come non lo è mai stato, oltre che isterico e super piagnone...aiuto! Per fortuna ha ripreso in tutta serenità e mi sono tolta un bel peso.

L'altra novità di questi ultimi mesi è che a febbraio ho ripreso a lavorare. Quest'anno sono riuscita a prendere solo mezza cattedra per mia scelta e anche se è un bel sacrificio economico sono felicissima di questa decisione. Sono fortunata perchè riesco a passare con Fabio tanto tempo e posso lasciarlo al nido solo al mattino. 
In tutta sincerità sono felicissima di essere tornata a lavorare. Spero di non suonare come una madre degenere ma i mesi passati a casa in maternità dopo che è nato Fabio sono stati i più solitari, pesanti e noiosi mesi della mia vita. Mi sento in colpa quando leggo di mamme che vorrebbero non dover più lavorare per stare a casa sempre con i bimbi perchè io non potrei mai farlo. Ho bisogno di uscire, incontrare gente, avere delle soddisfazioni lavorative, degli spazi da sola e la vita da casalinga non fa decisamente per me. Di sicuro parlo così anche perchè innanzitutto ho un lavoro che amo davvero e che mi è mancato e poi è un orario molto comodo (almeno per quest'anno) e di solito non sto a scuola dalla mattina alla sera. Capisco che per chi lavora in ufficio sia ben diverso. Al di là dell'orario però credo che avrei sempre voglia di avere una vita al di fuori delle mura domestiche. Sono scelte ovviamente personali e mai come in questo periodo mi sto rendendo conto di come ogni mamma sia diversa e di come io sia diversa dall'immagine di me stessa che mi ero fatta prima della nascita di Fabio. Ho fatto tanta fatica ad accettarlo ma credo di aver fatto pace con me stessa. Ogni famiglia ha il diritto di gestirsi e star bene come meglio crede. 


Credo che per ora sia tutto perchè tra poco devo andare a prendere il piccolo al nido e poi dopo un pranzo al volo di corsa a scuola per delle riunioni.

Buona giornata a tutti e a presto!!